NB post ad alto potenziale statistico/metodologico.
Da allora ne sono cambiate di cose, i riassunti da qualche decina sono diventati 112 (50Mb), i visitatori da pochi “sparuti” sono diventati migliaia.
C’è da fare una piccola precisazione, le 10.000 visite sono in realtà 10.000 “visite uniche”, cioè, visite che non si ripetono nell’arco di 24 ore, quindi se tu di colleghi più volte nella stessa giornata sari conteggiato una volta soltanto. Se da queste 10.000 visite vorremo estrapolare i cosiddetti “visitatori unici assoluti”, cioè il conto di tutte le persone che si sono collegate almeno una volta al sito, beh! Il numero viene pesantemente ridimensionato, anche se rimane un ottimo risultato, e cioè: 2.824 “visitatori unici assoluti”. Ovviamente non tutti i visitatori unici assoluti frequentano il sito con costanza, si deve perciò decurtare il numero di quanti sono arrivati al sito casualmente (o per errore) senza più rifrequentarlo. Prendiamo quindi in esame solo quei visitatori che sono andati oltre le 50 visite e che quindi possono essere definiti visitatori + o - assidui:
2 volte 8,61%
3 volte 5,44%
4 volte 4,05%
5 volte 3,18%
6 volte 2,54%
7 volte 2,12%
8 volte 1,76%
9-14 volte 7,42%
15-25 volte 8,07%
26-50 volte 9,61%
51-100 volte 9,66%
101-200 volte 7,21%
Grazie a tutti voi.
Statistiche fornite da "ShinyStat™" e "Google Analytics™"
|
Salve Simone, ti confesso che non pensavo di scatenare questo piccolo "putiferio" con le mie parole di fine lezione… Mi sa che occorre, dunque, che io espliciti meglio il mio pensiero sull'argomento ed, in tal senso, grazie per l’opportunità. Chiariamo subito un concetto: non mi sono lamentato del sito e/o dell'attività del blog in genere, né desidero che venga “oscurato”. Ammetto di conoscere poco il sito (pensa che l’ho beccato per caso dal link del Dipartimento soltanto martedì scorso, prima della lezione), ma per principio ritengo sia comunque da lodare e proteggere ogni iniziativa che, nei limiti del lecito, consenta alle persone di esprimere la propria personalità. Nel caso specifico, il blog che Tu gestisci fornisce certamente agli studenti uno strumento utilissimo per confrontarsi e parlare liberamente della vita universitaria, aiutando i ragazzi ad orientarsi. In conclusione, fin quando svolgerà questa funzione e nei limiti in cui la svolga, il sito http://www.sdcopensources.altervista.org merita di essere protetto… Fin qui però siamo a riflessioni assolutamente scontate e generaliste. Insomma, insegno diritto dell'informazione e, da lunedì prossimo, comincerò a fare una “testa così” ai ragazzi del mio corso sulla libertà d’espressione e di manifestazione del pensiero attraverso ogni mezzo di comunicazione!!! Sarebbe quantomeno incoerente dire a Te (rectius, a Voi) oggi di chiudere il blog, negandovi così il sacrosanto diritto di parlare (e “sparlare”) dell’Università, di noi professori, degli esami e di altre amenità varie… Una osservazione, però, mi sia consentita: chi crea e gestisce il mezzo deve fare attenzione a che le potenzialità e le “forze” positive del mezzo stesso non vengano distorte e trasformate in qualcosa di diverso dalla idea originaria, astrattamente meritevole. In altre parole, ai confini estremi della libertà spesso si cela l’abuso…
Dopo i dovuti elogi e l’ammonimento (che mi ha fatto sentire tanto un incrocio tra un mormone ed una testimone di Geova!), veniamo però alle mie perplessità. In tal senso, le mie osservazioni sono rivolte esclusivamente a due profili: “domande frequenti” e “riassunti dei libri di testo”. Sul resto dei contenuti non mi soffermo, perché – come dicevo prima – non penso si possa ragionare sugli stessi in termini di correttezza/scorrettezza, ma al più di opportunità. Soltanto una postilla: visti i “benevoli” (ecco: opportuni? Utili?) apprezzamenti rivolti a due mie collaboratrici, la terza, non citata, si è giustamente risentita e scherzosamente si autodefinisce da un paio di giorni il “cesso della cattedra”… Comunque, di là dalle amenità, veniamo alle questioni serie. a) Sulle “domande frequenti”. Sul sito, per ciascun esame gli studenti vengono invitati a fornire una lista di domande ricorrenti. In poche parole, si modernizza ed ottimizza il durissimo lavoro di quei poveri tizi (in alcuni casi, genitori di studenti a casa a ripetere) che, da anni oramai, seguono ogni appello d’esame al primo banco, con carta e penna, segnando decine di domande o parti di esse… Ebbene, chiarisco subito che anche su questo punto non ho particolari obiezioni da muovere all’attività del blog: si tratta semplicemente della naturale e moderna evoluzione della faticosa attività degli amanuensi dei primi banchi. Certo, spesso le F.A.Q. vengono riportate in maniera inesatta o comunque imprecisa. Cito un esempio: “CDA RAI”. Si tratta di un macroargomento, che “costringe” chi legge a studiare comunque tutta una serie di provvedimenti normativi che vanno dagli anni ’60 al 2005, al fine di capire evoluzione, composizione attuale e prospettive di riforma di questo organo. Il mio messaggio all’aula, dunque, rispetto alla questione delle “domande frequenti” che compaiono sul sito, voleva semplicemente essere: 1. Non pensate che all’esame le domande verranno poste in maniera così generica come compaiono sul sito, perché nascono sempre da un colloquio più complesso tra esaminante ed esaminato; 2. Non limitatevi a studiare soltanto quei 3/4 argomenti citati, perché, di là dalle tematiche fondamentali, è difficile che un colloquio d’esame non tocchi anche parti più “periferiche” del programma. In definitiva, vale qui la regola che valeva anche “ai tempi degli amanuensi dei primi banchi”: le domande frequenti possono avere valore indicativo e generico, ma non si pretenda di attribuire loro carattere esaustivo (cosa di cui – devo dire – a parte interventi isolati paiono consapevoli un po’ tutti i visitatori). b) Sui “riassunti dei libri di testo” Sul sito sono presenti i riassunti di buona parte dei libri di testo che è (o era) necessario studiare per sostenere l’esame di Diritto dell’Informazione (manca ancora il manuale di Sica-ZenoZencovich, ma c’è il Caretti). La questione qui cambia radicalmente rispetto alle “domande frequenti”. Molti frequentatori del forum sostengono di aver superato l’esame studiando soltanto su questi “bignami fatti in casa” ed invitano altri studenti a fare altrettanto. Ho letto i riassunti e sono pienissimi di errori e/o imprecisioni e privi di qualsivoglia attendibilità dal punto di vista della terminologia giuridica. Per inciso, fingo qui di ignorare tutte le mail che ho ricevuto (e continuo a ricevere) e che chiedono di poter studiare il manuale di Caretti e non di Sica-ZenoZencovich (COINCIDENZA?!), adducendo scuse quantomeno improbabili del tenore “l'ho ereditato dai miei fratelli” (e non è una battuta!) o “l'ho già comprato tre anni fa, appena iscritto all'Università, per paura che in libreria finisse” (purtroppo neppure questa...). Un'ulteriore osservazione, se vuoi un pò retorica: il mio compito è quello di cercare di darVi la migliore preparazione possibile in Diritto dell'Informazione attraverso le lezioni, il tutorato e – fattore non meno importante – i libri di testo consigliati. Questo lo considero un Valore, da rispettare tanto quanto la Vostra libertà d'espressione tramite il blog. Ultima considerazione, connessa alla precedente: oggi, quando si termina un Corso di Laurea e ci si confronta con il mercato del lavoro, non conta più granché, come in passato, il “pezzo di carta” conseguito, quanto “cosa si sa” e “cosa si sa fare” effettivamente. Sembrerà astratto, ma ritengo che oggi, più di ieri, gli studenti dovrebbero acquisire coscienza del fatto che lo studio e la formazione universitaria, in genere, non costituiscono uno sterile strumento per superare un esame dopo l’altro, bensì una occasione unica di “costruzione” personale in funzione dell’inserimento (estremamente difficile) nel mondo del lavoro. Da questo punto di vista, non ritengo affatto utile ricorrere a furbeschi escamotage per superare gli esami, utilizzando riassunti, di cui poi, dopo due giorni, non rimane in testa più nulla... Converrai con me, in tal senso, sul fatto che confrontarsi con un libro, scritto da esperti del settore, conferisce a chi studia tutt’altra maturità conoscitiva: magari ci vorrà più tempo per preparare l'esame, ma i concetti (almeno quelli fondamentali) rimarranno anche dopo. Scegliere (o avallare la scelta di) altre strade significa arrendersi definitvamente ad una Università che altro non è se non un “esamificio”. Se contribuiamo alle sue storture, non possiamo lamentarci dopo del sistema stesso: sarebbe ipocrita. Di conseguenza, tornando alle responsabilità del “gestore” del mezzo, penso sia innanzitutto quest'ultimo che deve decidere quale direzione imprimere al mezzo stesso: se renderlo effettivamente “uno spazio virtuale in cui confrontarsi ed aiutarsi a vicenda” oppure ridurlo a “semplice scambio di dritte per superare gli esami”. Credo siano due impostazioni che, in alcune occasioni, possono avere dei punti di contatto, ma che idealmente non possono conciliarsi. Ed allora, se mettiamo insieme un pò tutte le precedenti osservazioni, è facile dedurre il mio pensiero sul tema “riassuntini” dei libri di testo:
Di conseguenza, non tollererò, in sede d'esame, errori e/o imprecisioni che dovessero derivare dallo studio dei riassunti. Prima di concludere, un'ultima riflessione sintetica sull'editoria universitaria, sollecitata da alcuni interventi di amici del forum. Vi rivelerò una triste verità: scrivere libri di carattere scientifico non rende ricchi come Dan Brown, la Rowlings o S. King, a meno che – nel mio caso – non mi riesca di convincere Tom Hanks a interpretare Voglio dire evidentemente che le mie osservazioni precedenti non nascono – come pure insinuato da qualcuno – da finalità utilitaristiche (peraltro, non sono Autore di nessuno dei libri di testo!), bensì dalla volontà di “costringerVi”, per quanto nelle mie possibilità e competenze, ad affidare la Vostra formazione a guide sicure ed a rifuggire le conoscenze “usa-e-getta”. Dunque, nei limiti del lecito, sbizzarritevi pure con la compravendita dei libri usati, con i prestiti a fondo perduto (e quanti ne ho persi io negli anni!), con le fotocopie (quante ne ho fatte!), con le scannerizzazioni et similia: l'importante è che le fonti siano valide, attendibili. Per quanto ci sarebbe tanto altro da scrivere, penso di aver sufficientemente chiarito il mio pensiero. Se volete sintetizzarlo: 1) “domande frequenti”: si, ma con intelligenza; 2) “riassunti dei libri di testo”: no, categoricamente. Questa mail di risposta è rivolta essenzialmente a Te, Simone, di cui ho apprezzato l'invito e la disponibilità. Mi perdonerai, dunque, se non parteciperò all'eventuale dibattito che nascerà sul blog da queste mie osservazioni: non è per presunzione o per la convinzione di essere portatore di una posizione assoluta, bensì perché non lo ritengo il “luogo” opportuno. Al contrario, qualora lo vorranno, in aula mi confronterò sul punto con i miei studenti del corso. Detto questo, spiegate le ragioni della mia posizione, non posso che chiudere con un “buon lavoro” ed un “in bocca al lupo” per il blog. Cordiali saluti, VDA P.S. Nei riassunti non c'è, quindi per sicurezza lo preciso: a meno di non voler avere “guai” legali, per pubblicare una lettera o una mail (anche su un blog) occorre il consenso del mittente... In questo caso, Simone, il mio consenso c'è. |